Pubblicato 3 ore fa
La cucina calabrese è una cucina povera nelle origini ma ricchissima nei sapori: nasce dalla tradizione contadina e pastorale, si basa su ingredienti semplici come peperoncino, maiale, pesce conservato, legumi e ortaggi, e si distingue per contrasti decisi tra piccante, affumicato e agrodolce.
Se stai organizzando un soggiorno in Calabria, questa guida raccoglie i 20 piatti tipici calabresi che vale davvero la pena assaggiare, dagli antipasti ai dolci delle feste.
La ‘nduja è il simbolo gastronomico della Calabria: un salume morbido e spalmabile, piccantissimo, ottenuto da lardo, pancetta, guanciale e parti della testa del maiale, insaporiti con abbondante peperoncino calabrese. Nasce a Spilinga, in provincia di Vibo Valentia, ma oggi viene prodotta in tutta la regione. Si gusta spalmata sulla pitta o sul pane tostato, ma è ottima anche per insaporire sughi, pizze e panini.
Insaccato di carne di maiale magra, tagliata a punta di coltello e speziata con peperoncino, finocchietto selvatico o semi di finocchio, poi pressata ed essiccata. Ha una consistenza compatta e un gusto intenso, perfetto come antipasto affettato con pane casereccio.
Formaggio a pasta filata prodotto con latte vaccino dell’altopiano della Sila, riconoscibile per la sua forma a “fiasco” appesa a coppie durante la stagionatura. Si consuma fresco, semi-stagionato o stagionato, e sciolto alla griglia diventa un antipasto goloso.
Formaggio a pasta semidura ottenuto dal latte di pecore allevate al pascolo brado sull’altopiano del Monte Poro, nel Vibonese. Oggi è prodotto da un numero ristretto di allevatori, il che lo rende una vera rarità gastronomica dal sapore aromatico e deciso.
Ricavata dal siero di latte e affumicata secondo metodi tradizionali, ha consistenza morbida, colore bianco candido e un caratteristico sapore sapido e affumicato. È perfetta grattugiata sulla pasta o servita come antipasto con miele e noci.
Piatto povero e identitario di Catanzaro, a base di interiora di vitello (trippa, milza, cuore, fegato) cotte a lungo con concentrato di pomodoro, peperoncino e alloro. Secondo la tradizione, si serve dentro la pitta calabrese, il pane a forma di “ruota di carro”, che ne assorbe il sugo.
Un primo piatto contadino a base di lagane, una pasta fresca simile alle tagliatelle larghe, condita con “cicciari” (ceci) stufati con aglio, olio, peperoncino e rosmarino. Semplice, economico e ancora oggi molto diffuso nelle cucine di famiglia.
Ricetta ricca e sostanziosa tipica dell’altopiano della Sila, che unisce funghi porcini, guanciale, salsiccia piccante e caciocavallo silano filante. Un primo piatto pensato per i climi rigidi della montagna calabrese.
Un formato di pasta fresca fatta solo con acqua e semola di grano duro, arrotolata a mano attorno a un ferretto sottile fino a ottenere un piccolo tubo cavo. Si condisce solitamente con sughi di carne o salsiccia.
Pasta tradizionale della Piana di Gioia Tauro, un tempo ottenuta recuperando gli scarti della macinazione del grano; oggi si prepara con farine integrali. Si condisce classicamente con alici, mollica tostata, olive e aglio.
Prodotto Agroalimentare Tradizionale della zona di Mammola, lo stoccafisso veniva un tempo il piatto principale di contadini e braccianti per il suo basso costo e la lunga conservazione. Cucinato con pomodoro, patate e peperoni, oggi è considerato una vera prelibatezza.
Baccalà cotto con cipolla rossa di Tropea, olive nere, capperi e pomodorini: un piatto di pesce dai sapori mediterranei intensi, molto presente sulle tavole calabresi durante le festività, specialmente a Natale.
Conserva di pesce chiamata anche “caviale dei poveri”, tradizionalmente preparata con i neonati di sardina impastati con peperoncino e finocchio selvatico. È una specialità tipica di Crotone, oggi realizzata con pesce ghiaccio per rispettare i limiti di pesca europei.
Piatto della tradizione contadina calabrese ottenuto dalla cottura lenta di varie parti del maiale nel proprio grasso, fino a diventare croccanti fuori e morbide dentro. Si preparano soprattutto in inverno, in occasione della macellazione del maiale.
Contorno semplice e rustico a base di peperoni e patate saltati in padella con olio, aglio e peperoncino. Uno dei piatti più conviviali della cucina calabrese, spesso servito come accompagnamento o come secondo vegetariano.
Melanzane “imbottite” con un trito di pangrattato, pecorino, parmigiano ed erbe aromatiche, fritte e poi passate nel sugo di pomodoro. Piatto tipico della zona del Reggino e della Locride.
Il pane tondo e basso tipico della regione, a base di semola di grano duro, spesso chiamato “ruota di carro” per la sua forma. Accompagna quasi ogni pasto ed è alla base di preparazioni come il morzello e il pitta ‘mpigliata.
Dolcetti fritti a base di farina, vino e olio, aromatizzati con scorza d’agrumi, tagliati a piccoli bastoncini e ricoperti di miele. Tradizionalmente si preparano nel periodo natalizio.
Le cuzzupe (conosciute anche come sguta o cudduraci a seconda della zona) sono dolci pasquali decorati con uova sode, preparati durante la Settimana Santa e consumati a Pasqua e Pasquetta. Le nepitelle sono invece fagottini di pasta frolla ripieni di composta di uva passa, noci, cioccolato e spezie, altro grande classico dei dolci calabresi delle feste.
Dolci natalizi tipici soprattutto della provincia di Reggio Calabria, preparati con una base di pasta frolla e un ripieno a base di fichi secchi, noci, mandorle, caffè, cacao e vino cotto. Vengono spesso aromatizzati con cannella e scorza d’arancia e decorati con zucchero o cioccolato. Sono particolarmente diffusi durante il periodo natalizio.
La ‘nduja di Spilinga è considerata il prodotto gastronomico calabrese più conosciuto in Italia e nel mondo, grazie al suo gusto piccante e alla sua versatilità in cucina.
Caciocavallo Silano, pipi e patate, lagane e cicciari e pasta ca’ muddica e alici sono ottime scelte dal gusto più delicato, anche se il peperoncino resta un ingrediente ricorrente nella cucina calabrese.
Sono dolci legati alle festività pasquali e natalizie: le cuzzupe si preparano durante la Settimana Santa per Pasqua, mentre turdilli e nepitelle sono più diffusi nel periodo natalizio.
Il modo migliore è soggiornare direttamente in Calabria e scegliere trattorie a conduzione familiare, agriturismi e mercati locali, dove molti di questi piatti vengono ancora preparati secondo le ricette tramandate di generazione in generazione.
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